Si può insegnare la competenza emotiva?

La competenza emotiva è la capacità di dare un nome alle emozioni (proprie e degli altri) e di saperle gestire in modo efficace; è fondamentale per l’equilibrio psicologico, sia in età evolutiva che in età adulta.

Non stupisce che i genitori si chiedano spesso se si tratti di una competenza che si possa insegnare ai bambini o, quantomeno, favorire.

La risposta è sì: un’adeguata interazione adulto-bambino, fin dalle prime fasi dello sviluppo, è cruciale.

Un genitore adeguato dal punto di vista emotivo è per prima cosa contingente, nel senso che sa quando nella relazione è il proprio turno, come inserirsi nelle pause del bambino e come coordinare in modo armonico i propri interventi.

Nelle prime interazioni il fatto di sollecitare risposte imitative nel neonato (tramite le classiche sessioni di “smorfie” ed espressioni mimiche enfatizzate) permette al bambino di riconoscere le emozioni dell’adulto e di crearsi un proprio primo, rudimentale vocabolario emotivo.

Accanto al canale espressivo, quello linguistico è altrettanto fondamentale per l’acquisizione della competenza emotiva: un genitore adeguato si rivolge fin da subito al bambino commentando le sue reazioni emotive, rispondendo in maniera contingente ai suoi comportamenti, ai suoi sorrisi, interpretandoli come risposte sociali, anche quando si tratta di sorrisi automatici.

Nel gioco l’adulto può attribuire un’intenzionalità emotiva alle manifestazioni del bambino, cercando di interpretarle, soprattutto se adeguate a contesti specifici (Ridi, eh? Sei contento che sta arrivando la pappa!). Tale funzione tutoria viene enfatizzata dall’intonazione della voce, dalla mimica facciale, dalla direzione dello sguardo.

Esistono infatti anche alcuni accorgimenti (in particolare linguistici) da utilizzare nell’interazione con i neonati: intonazione esagerata, semplicità linguistica, ridondanza, frasi brevi con molte domande.

Occorre però fare attenzione all’adeguatezza del dialogo emotivo, ossia non dare né troppi stimoli (ai quali i bambini reagirebbero con evitamento e paura) né troppo pochi. Un genitore competente sul piano emotivo è accurato nelle risposte, né incombente né troppo povero di stimoli e sa suscitare in modo equilibrato interesse e partecipazione.

Le emozioni del genitore sono infatti mediatori relazionali fondamentali; quelle caratterizzate da gioia ed entusiasmo favoriscono nei piccoli i comportamenti esplorativi rispetto all’ambiente, mentre le espressioni di ansia, paura e incertezza dell’adulto inducono nei piccoli risposte regressive di attaccamento, al fine di recuperare un senso di sicurezza.



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