Rendimento scolastico: non è solo intelligenza

Non sempre la quantità di tempo passata sui libri, l’assistenza o meno da parte di un adulto durante lo svolgimento dei compiti e le doti intellettive naturali corrispondono poi ad un miglior rendimento scolastico. I fattori coinvolti sono ovviamente da ricercare in ogni singola situazione e nelle caratteristiche di ogni alunno, ma un elemento senz’altro cruciale rispetto al rendimento scolastico è la motivazione.

La motivazione riferita allo studio può essere di due tipi; estrinseca (cioè legata a fattori esterni, come ad esempio premi, negazione di premi o punizioni) o intrinseca (determinata dalla curiosità individuale, dall’autodeterminazione e dall’impegno).

Non c’è una netta opposizione tra i due tipi di motivazione, tanto che a volte la motivazione estrinseca precede quella intrinseca (essere premiati regolarmente per la lettura di un libro può portare poi ad un piacere autonomo e soggettivo per la lettura).

Tuttavia genitori e insegnanti dovrebbero impegnarsi nel coltivare e favorire nei ragazzi motivazioni intrinseche allo studio, incoraggiando il piacere e l‘impegno per l’apprendimento e non mettendo in atto solo pressioni estrinseche sul compito (conseguenze in termini di gratificazioni o punizioni subordinate alle performance).

È bene incoraggiare l’apprendimento legandolo non semplicemente a fattori esterni ma all’importanza della crescita personale, spostando l’obiettivo dalla prestazione al miglioramento di sé; in questo senso l’impegno va sempre validato, tanto che è più motivante una frase del tipo “Apprezzo il fatto che tu ti sia impegnato” piuttosto che “Bravo, sono contento di te”, che rischia di diventare un invito alla compiacenza.

Un aspetto importante della motivazione intrinseca è anche l’autonomia: gli studenti hanno performance migliori quando percepiscono di fare qualcosa perché essi stessi lo desiderano e non perché costretti da pressioni esterne.

Garantire quindi una certa autonomia, dando ai ragazzi l’opportunità di fare delle scelte in linea con i propri interessi e di prendersi la responsabilità di ciò che imparano può favorire sia l’autodeterminazione che il rendimento.



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