Genitori e nonni: consigli per trovare un equilibrio.

I nonni, per la crescita dei bambini, sono una risorsa preziosa, spesso irrinunciabile.
Nella maggior parte dei casi svolgono il proprio ruolo in modo eccellente: usano l’automobile con disinvoltura, si destreggiano senza fatica tra scuola ed attività sportive, hanno viaggiato e quindi sono a proprio agio nel viaggiare con i nipoti, riescono ad arginare gli acciacchi dell’età perché sono più attenti alla cura del proprio corpo.
Un supporto così valido e versatile non può che fare gola ai neo-genitori, ma se non si sta attenti a definire con precisione i confini si rischia di cadere in conflitti e subdole rivalità.
Come affrontare quindi divergenze ed invasioni di campo, pressoché ineliminabili nel rapporto genitori-nonni? Alcuni consigli (ovviamente, non esaustivi):

Nei rapporti famigliari la confidenza non deve andare a discapito del tatto e della prudenza. Atteggiamenti troppo amichevoli possono creare incertezze nel rispetto dei ruoli o portare a incomprensioni e giudizi frettolosi. L’entusiasmo per la nascita di un bambino non appiana automaticamente i conflitti, né quelli di coppia né quelli tra genitori e nonni; anche se lo si diventa da un giorno all’altro si tratta di ruoli che richiedono un lungo apprendistato.

Quando genitori e nonni compartecipano all’educazione dei bambini è fondamentale che ci sia accordo sui valori fondamentali verso cui far convergere gli sforzi educativi: a partire da quante caramelle al giorno, quanta tv o dove si sta seduti durante i pasti, un bambino che nota troppe divergenze nei metodi educativi dei propri adulti di riferimento può sentirsi autorizzato a fare un po’ come meglio crede.
Essere nonni significa senz’altro concedersi il piacere di concentrarsi sugli aspetti affettivi della relazione, ma non va dimenticato che vizi e coccole sono perfettamente compatibili con le regole e il rispetto dei limiti.

Attenzione al perpetuare per inerzia gli stessi ruoli del passato; i nonni a volte continuano a comportarsi come se i propri figli fossero bambini, e quindi a sentirsi i principali (se non i soli) responsabili dei nipoti, con ovvi rischi di interferenza con ruoli altrui.
I genitori, a loro volta, sono combattuti tra il desiderio di rivendicare la propria autonomia e la molteplicità di servizi garantiti dai nonni, perché l’indipendenza impone chiaramente la rinuncia a tutta una serie di vantaggi. In realtà la cosa migliore è che ognuno svolga il proprio ruolo, senza intrusioni inopportune o regressioni verso tappe evolutive ormai superate.

Essere chiari ed espliciti nelle comunicazioni. Abbandonare la pretesa che gli altri indovinino e soddisfino le nostre esigenze senza che ci sia richiesto lo sforzo di esprimerle è un segno di maturità. Nelle comunicazioni è sempre bene sorvegliare il tono della voce e l’espressione del volto, che possono esprimere tutt’altro rispetto a ciò che si sta dicendo a voce. (“Hai fatto proprio un buon lavoro!” è una frase che, in base al tono con cui viene detta, può assumere un’ampia gamma di significati, molto diversi tra di loro).

Ricordare che il mestiere di nonno richiede un grande impegno, sia fisico che psicologico. I nonni dovrebbero saper dosare le energie e la disponibilità, e non cedere alla tentazione di garantire una soluzione eroica a tutti i problemi delle generazioni più giovani.
Allo stesso tempo i genitori dovrebbero considerare i nonni come risorse “disponibili” ma non “a disposizione”, e non dimenticare che i nonni hanno anche il diritto di godersi un po’ di (meritato) riposo.

Essere consapevoli delle diversità che caratterizzano le varie stagioni della vita. La genitorialità arriva solitamente in una fase della vita di estremi vitalità e cambiamento, mentre per i nonni la percezione del futuro si restringe e si fa sempre più strada la consapevolezza che il proprio tempo è limitato. Questo influenza fortemente il proprio approccio ad alcune dimensioni fondamentali dell’esistenza (culturali, spirituali, sentimentali, economiche) e il rispetto e la comprensione reciproci sono fondamentali per evitare che queste differenze inneschino critiche e malintesi (come ad esempio interpretare frettolosamente un mancato supporto dei nonni in termini di pigrizia o di capricciosa mancanza di disponibilità).

La gratitudine. Fondamentale in tutte le relazioni umane, è particolarmente preziosa nel rapporto tra genitori e nonni; spesso viene soffocata dall’idea che tutto sia dovuto e dalla tendenza a porre l’attenzione solo su ciò che non funziona come si vorrebbe.
Mai dimenticare di apprezzare l’aiuto che si riceve, ammettendo con la giusta dose di umiltà che non sempre si è del tutto autosufficienti.



Lascia un commento